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Cracco Portofino: il nuovo corso firmato Mattia Pecis tra mare, territorio e alta cucina

Portofino ha un ritmo tutto suo. Anche quando il turismo non ha ancora raggiunto il picco estivo e il borgo ligure sembra vivere in una dimensione più sospesa e autentica, c’è un’energia particolare che si respira tra le facciate color pastello, il porto silenzioso e il profumo del mare che entra ovunque. È proprio in questo momento dell’anno, ad aprile, poco dopo la riapertura stagionale, che abbiamo avuto l’occasione di vivere una delle esperienze gastronomiche più interessanti degli ultimi mesi: una cena da Cracco Portofino guidata dallo chef Mattia Pecis.

Un nome che oggi non può più essere considerato una semplice promessa. Fresco di Stella Michelin e insignito del premio Giovane Chef dell’Anno, Pecis rappresenta una nuova generazione di cuochi italiani capace di parlare il linguaggio dell’alta cucina senza perdere contatto con il territorio, con la materia prima e soprattutto con il gusto.

A Portofino, all’interno del progetto firmato Carlo Cracco, il suo lavoro trova una dimensione perfetta: elegante ma mai fredda, tecnica ma profondamente emozionale, contemporanea ma legata alla Liguria più autentica.

Una cucina che parte dal territorio

La sensazione più forte che si percepisce durante il percorso degustazione è quella di una cucina che nasce realmente dal luogo in cui si trova. Non ci sono forzature estetiche fini a sé stesse, né piatti costruiti per stupire solamente visivamente. Tutto ruota attorno al prodotto, alla stagione e a un equilibrio molto raffinato tra creatività e memoria.

Il mare è protagonista assoluto, ma non è mai trattato come un semplice lusso da esibire. Il pesce arriva freschissimo, lavorato con precisione chirurgica ma anche con una sensibilità rara, quasi rispettosa. Ogni ingrediente sembra avere una funzione precisa nel racconto.

E poi c’è la Liguria. Quella vera. Le erbe spontanee, gli ortaggi, gli agrumi, i profumi mediterranei, le consistenze leggere e saline. Una cucina che riesce a essere estremamente moderna senza perdere identità.

Insalata Russa Caramellata Portofino

L’Insalata Russa Caramellata Portofino è uno di quei piatti che raccontano subito la filosofia di Mattia Pecis: partire dalla tradizione per trasformarla in qualcosa di completamente contemporaneo.

Un gioco elegante tra dolcezza, acidità e consistenze, capace di sorprendere senza mai perdere equilibrio.

Il nostro orto

“Il nostro orto” è probabilmente il manifesto più diretto della connessione dello chef con il territorio.

Verdure, erbe e profumi liguri diventano protagonisti di un piatto essenziale ma estremamente raffinato, dove la stagionalità viene trattata con grande rispetto.

Gnocchetto, orsino e seppioline

Lo gnocchetto con orsino e seppioline è uno dei piatti più equilibrati della degustazione: delicato, fresco e profondamente marino.

Una portata che dimostra tutta la sensibilità dello chef nel lavorare sapori diversi mantenendo sempre leggerezza ed eleganza.

La “Pizza” di Mattia Pecis

Tra le portate più sorprendenti della cena c’è la personale interpretazione della pizza firmata Pecis: un trancio di pesce dalla forma iconica da immergere nel sugo.

Un piatto creativo, ironico e intelligentemente contemporaneo, dove tecnica e gusto trovano un equilibrio perfetto.

Latte e Cereali

A chiudere il percorso arriva “Latte e Cereali”, un dessert che lavora sul ricordo e sulla memoria.

Un finale elegante, leggero e molto contemporaneo, perfettamente coerente con tutta l’esperienza gastronomica.

Il talento di una nuova generazione

Quello che colpisce davvero di Mattia Pecis è la lucidità della sua cucina.

Nonostante la giovane età e i riconoscimenti già ottenuti, non c’è alcuna ricerca ossessiva della complessità fine a sé stessa. Ogni piatto ha un’identità precisa, una direzione chiara.

La tecnica è evidente, ma non viene mai ostentata.

È una cucina che emoziona perché riesce a essere leggibile, viva, concreta.

Ed è probabilmente questo il motivo per cui la Stella Michelin appare non come un punto d’arrivo, ma come una conseguenza naturale di un percorso estremamente solido.

A Portofino, Pecis sembra aver trovato il contesto ideale per esprimersi.

Il progetto di Cracco gli permette di lavorare su una cucina di altissimo livello mantenendo però una connessione fortissima con il territorio ligure e con il mare.

Il risultato è un’esperienza gastronomica che non si limita al lusso o all’estetica, ma costruisce un vero racconto.

Un’esperienza che resta

Mangiare da Cracco Portofino oggi significa assistere a un momento molto interessante dell’alta cucina italiana.

Da una parte c’è l’eredità importante di un nome come Carlo Cracco, dall’altra c’è l’energia di una nuova generazione rappresentata da Mattia Pecis.

L’incontro tra queste due anime produce qualcosa di estremamente contemporaneo.

Una cucina raffinata ma non distante.

Tecnica ma mai fredda.

Creativa senza perdere autenticità.

La sensazione finale, uscendo dal ristorante e ritrovandosi davanti al porto di Portofino illuminato dalla sera, è quella di aver vissuto molto più di una semplice cena.

È stata un’esperienza costruita con intelligenza, sensibilità e una qualità della materia prima davvero impressionante.

E soprattutto è stata la conferma che Mattia Pecis è uno dei nomi più interessanti della cucina italiana contemporanea.

Se questo è l’inizio del suo percorso a Portofino, il futuro promette qualcosa di davvero grande.

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