Ci sono luoghi che riescono immediatamente ad impressionarti. Non soltanto per la bellezza degli spazi o per il panorama che li circonda, ma per quell’atmosfera rara fatta di accoglienza sincera, dettagli curati e sensazioni che restano addosso anche dopo la partenza. Il nostro soggiorno al Grand Hotel Fasano, sul meraviglioso Lago di Garda, è stato esattamente questo: due giorni di quiete, eleganza e altissima gastronomia, ospiti della grande famiglia Fasano.
Affacciato direttamente sul lago, il Grand Hotel Fasano è una di quelle strutture che custodiscono il fascino della grande hotellerie italiana. Una villa storica immersa nel verde, dove il tempo sembra rallentare e ogni angolo racconta una storia fatta di tradizione, bellezza e ospitalità autentica. Dalle terrazze vista lago ai giardini curatissimi, fino agli ambienti interni raffinati ma mai ostentati, tutto trasmette un senso di armonia e relax assoluto.
Sin dal nostro arrivo abbiamo percepito la volontà di far sentire ogni ospite parte di una grande casa. Un’accoglienza calorosa ma al contempo discreta, capace di trasformare un soggiorno in un’esperienza profondamente personalizzata.



Uno dei grandi protagonisti di questo viaggio è stato senza dubbio il percorso gastronomico.
La prima sera siamo stati ospiti dell’Osteria del Pescatore, la storica osteria del Grand Hotel Fasano, dove abbiamo avuto il piacere di vivere un’esperienza ispirata alla tradizione bresciana reinterpretata in chiave contemporanea dallo Chef Valerio Dallamano.
Abbiamo scelto “Il calore della tradizione bresciana”, un menu degustazione costruito attorno all’idea della condivisione: specialità messe al centro tavola, pensate per essere condivise e per accompagnare gli ospiti in un viaggio attraverso i sapori più autentici del territorio.
Ad aprire la degustazione una serie di piccoli assaggi capaci di sorprendere già dal primo boccone: la terrina di tinca con vinaigrette al lampone, delicata e fresca; l’Insalata del prét, intensa e vegetale; la crema di zucca con mele campanine senapate e profumo d’amaretto, che unisce dolcezza, acidità e note aromatiche in perfetto equilibrio. Poi il cipollotto alla brace con melanzana, dal gusto affumicato e profondo, e lo straordinario gnocco in colla al Silter con polline e miele, un piatto identitario, ricco di carattere.
Il viaggio è poi proseguito con i casoncelli in brodo primaverile abbrustolito, raffinati e confortanti, seguiti dalle cervelline di vitello alla bresciana, autentico omaggio alla cucina storica del territorio, e dal pesce di lago alla gardesana, che racconta tutta l’anima del Garda con eleganza.
Anche il finale è stato all’altezza dell’intero percorso gastronomico: la torta di rose, soffice e profumata; la frittura di latte; i biscotti bresciani con crema allo ylang ylang; fino ad arrivare alla celebre frase della tradizione locale — “La bocca non è mai stracca se non sa da… primo sale” — accompagnata dalla persicata, in una chiusura capace di unire memoria, ironia e territorio.
Una cena che non è stata soltanto degustazione, ma vero racconto culturale. Ogni piatto parlava di Brescia, del lago, delle tradizioni contadine e della volontà di conservarle attraverso una cucina contemporanea ma rispettosa delle proprie radici.




La sera successiva abbiamo invece vissuto un’esperienza completamente diversa ma altrettanto memorabile nel ristorante stellato del Grand Hotel Fasano guidato dallo Chef Maurizio Bufi.
Qui abbiamo provato il menu “Dalla Terra”, un percorso gastronomico interamente vegetale, intenso e creativo, in cui la materia prima viene trattata con tecnica, sensibilità e una visione moderna della cucina fine dining.
L’esperienza si è aperta con il pomodoro in gazpacho primaverile, un piatto fresco e vibrante, capace di esaltare la semplicità dell’ingrediente attraverso consistenze leggere e sapori nitidi. A seguire, il raviolo di sedano rapa, mela e senape, raffinato ed elegante, dove la dolcezza della mela e la nota pungente della senape dialogavano perfettamente con la profondità del sedano rapa.
Straordinario anche lo Gnocco “GREEN”, piatto dal forte carattere contemporaneo, costruito su sfumature erbacee e vegetali che raccontano la natura con grande tecnica. La Salanova con polline e miele ha invece sorpreso per equilibrio e delicatezza: una portata apparentemente essenziale ma incredibilmente complessa nei profumi e nelle consistenze.
Tra i piatti più emozionanti del percorso sicuramente “Fungo & funghi”, una vera immersione nei sapori del sottobosco, ricco di umami, dove ogni elemento contribuisce a creare un piatto molto avvolgente.
Il finale è stato sorprendente e fuori dagli schemi: gelato all’aglio nero con fragole di bosco e cioccolato speziato. Un dessert creativo, audace e perfettamente bilanciato, capace di unire dolcezza, acidità e note balsamiche in una chiusura memorabile.
La cucina di Maurizio Bufi riesce a essere estremamente tecnica senza mai perdere emozione. Ogni piatto sorprende per costruzione, consistenze e profondità dei sapori, mantenendo sempre grande equilibrio e leggibilità.
A rendere l’esperienza ancora più unica è stato l’abbinamento cocktail curato dal grande Rama, capace di creare pairing raffinati e perfettamente integrati con il percorso gastronomico. Non semplici cocktail, ma veri accompagnamenti studiati per dialogare con i piatti, esaltarne le sfumature e amplificarne la complessità aromatica.











Una cena elegante, contemporanea e sorprendente, dove cucina e mixology si incontrano in modo armonico e mai forzato.
Questi due giorni al Grand Hotel Fasano ci hanno lasciato qualcosa di raro: la sensazione di aver vissuto un’esperienza autentica, fatta di ospitalità vera, ricerca gastronomica e bellezza italiana.
Un luogo dove il lusso non è ostentazione, ma cura. Dove ogni dettaglio è pensato per far stare bene l’ospite. E dove il Lago di Garda diventa il palcoscenico perfetto per vivere momenti che restano impressi nella memoria.



